I MUST HAVE aziendali per gli anni ‘20:
Chi sopravviverà alla Quarta Rivoluzione Industriale?

Come affrontare l'avvento dell'intelligenza artificiale

Il continuo e dirompente progresso dell’Intelligenza Artificiale e della digitalizzazione stanno portando molte organizzazioni e dipendenti a guardare con sospetto e timore al proprio futuro lavorativo.
I sondaggi affermano che il 73% delle persone pensa che l’Intelligenza Artificiale distruggerà più posti di lavoro di quanti ne possa creare, per questo motivo alcuni iniziano a domandarsi che aspetto potranno avere gli “uffici del futuro”.

In ogni caso, l’ascesa della tecnologia sta avvenendo ad un ritmo rapido e incessante.
Un esempio su tutti, l’Unione Europea che ha in previsione di aumentare del 70% i suoi investimenti nell’IA entro il 2020.
Ci troviamo così di fronte al moltiplicarsi di corsi universitari e programmi di formazione per preparare la forza lavoro futura alle nuove competenze necessarie per sopravvivere a quella che viene acclamata come la Quarta Rivoluzione Industriale.

Gli umani non si applicano! 

In un’epoca di gratificazione istantanea, l’obiettivo dell’IA è ridurre i compiti banali e darci ciò che vogliamo e all’istante.
La realtà è che questo impatto sta già migliorando la vita di molti di noi – pensiamo a Netflix che ci consiglia i programmi da guardare in seguito, o Alexa che ci fornisce playlist e riconoscimento vocale o del volto o Amazon che riesce a prevedere le nostre necessità di acquisto.

Ma l’IA ruberà davvero il nostro lavoro? Non è forse vero che la preoccupazione per la sicurezza lavorativa nasce sempre nei periodi che coinvolgono un cambiamento?

In effetti dagli anni ’80 si stima che i computer abbiano creato 15,8 milioni di posti di lavoro e che 30 anni fa, il 18% dei posti di lavoro di oggi, negli Stati Uniti non esistesse.

Il futuro però non sembra così desolante. Le stime di McKinsey* mostrano che entro il 2030:

    • Il 60% dei lavori sarà costituito da attività automatizzabili al 30%
    • Meno del 5% dei lavori sarà completamente automatizzabile
    • Solo il 15% dei lavoratori sarà rimpiazzato dalla tecnologia
    • Solo il 14% della forza lavoro globale dovrà cambiare categoria
Le organizzazioni agili

Il mondo è in continua evoluzione, 20 anni fa sarebbe stato difficile prevedere l’ascesa di tutte le declinazioni di lavoro flessibili o da remoto, come lo smartworking o il coworking, anche per quelle attività che necessitavano di un team presente concretamente nello stesso edificio.

Una nuova ricerca di Dale Carnegie & Associates identifica gli elementi costitutivi delle organizzazioni agili, che consentono alle aziende di adattarsi alle mutevoli esigenze dei mercati in cui si trovano.
Questi blocchi comprendono:

Promuovere la resilienza

Un rapido processo decisionale permette alle aziende di battere i concorrenti sul mercato con l’innovazione. Devono però accettare volontariamente un certo livello di rischio (in relazione al tipo di attività e alle parti coinvolte) che per i dipendenti consiste nel prendersi la responsabilità di agire senza che venga controllata ogni loro decisione finale.

In breve, le organizzazioni agili devono sperimentare per imparare, e questo prevede un inevitabile margine di errore. Non significa che chi lavora in questo tipo di società prenda decisioni alla leggera o non si aspetti di fallire. Al contrario, la speranza è che le scelte siano giuste e che i cambiamenti possano avere successo.

Incentivare positività e fiducia

Non è una leggenda che le persone positive portino a risultati positivi. In molte situazioni, la positività facilita anche la risoluzione dei problemi, il processo decisionale e aiuta a pensare in modo più flessibile, innovativo e creativo.
La scienza ne ha fatto anche argomento di studio: i pensieri positivi ampliano il nostro modo di pensare e i nostri comportamenti, mentre i pensieri negativi limitano le opportunità.

Migliorare l’intelligenza sociale

L’intelligenza sociale è ciò che crea un ambiente di fiducia e sicurezza psicologica. Le persone con una forte intelligenza sociale sono influenti, si connettono con gli altri, collaborano e creano ambienti sicuri per l’innovazione e il cambiamento. Tutte competenze necessarie quando un’organizzazione deve adattarsi rapidamente.

Creare un ambiente di apprendimento

Le organizzazioni agili considerano clienti e collaboratori come parte integrante del processo di creazione del valore: sono loro le persone che possono avere idee innovative per migliorare prodotti ed esperienze. Hanno bisogno però di strumenti e processi che le aiutino ad acquisire dati qualitativi e a facilitare interazioni, per co-creare valore e abbattere gli ostacoli alla produttività e all’innovazione.

Mentre molte persone credono che il futuro della forza lavoro dipenderà dalle capacità tecniche, la ricerca ha effettivamente dimostrato che il 73% degli intervistati ritiene molto più necessarie le competenze trasversali, delle abilità hard, riconosciute con l’acronimo STEM, per rimanere competitivi man mano che l’intelligenza artificiale e l’automazione diventano sempre più diffuse.

 Coinvolgere i dipendenti nel cambiamento

Coinvolgere i collaboratori nel proporre idee per il cambiamento è la chiave per l’agility; coloro che sono più vicini alle esigenze dei clienti sono nella posizione migliore per identificare i problemi e generare le relative soluzioni.
Poiché il successo dipende dalla fiducia nella leadership, riuscire a crearla e mantenerla è una sfida in molte organizzazioni.

Per saperne di più scarica la ricerca completa: “Il nuovo divario competitivo: l’agilità organizzativa”.

 

 

*A Future That Works: Automation, Employment and Productivity. McKinsey & Company, Jan. 2017, www.mckinsey.com/~/media/mckinsey/featured insights/Digital Disruption/Harnessing automation for a future that works/MGI-A-future-that-works- Executive-summary.ashx.

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