7 errori che rovinano le nostre presentazioni in pubblico

Quali sono gli errori che possiamo commettere durante una presentazione in pubblico?

Molto spesso, senza nemmeno rendercene conto, quando ci troviamo a parlare di fronte a un cliente, o durante un meeting o a un colloquio inciampiamo in alcune cattive abitudini molto comuni che possono far fallire anche le nostre migliori presentazioni.

Ecco quali sono e come possiamo evitarle:

1. Cominciare con delle scuse

La cattiva abitudine: siamo in ritardo o la nostra attrezzatura non funziona bene o non abbiamo con noi i nostri materiali o strumenti. Inevitabilmente, ci troviamo a chiedere scusa in anticipo per come tutto ciò potrà influenzare la nostra presentazione.

Perché è un errore: le scuse danno un tono negativo che può influire sull’intero incontro e ci rendono insicuri agli occhi altrui. Nessuno vuole fare affari con una persona poco sicura.

Cosa fare: iniziamo la nostra presentazione online o in presenza con una nota ottimista, come se tutto sia perfetto. Comunicheremo sicurezza e sembreremo a nostro agio anche sotto pressione.

2. Chiedere tempo supplementare

La cattiva abitudine: sentiamo di non avere tempo sufficiente per definire tutte le informazioni importanti, quindi richiediamo tempo extra per terminare la nostra presentazione.

Perché è un errore: se il tempo non è abbastanza perché abbiamo iniziato in ritardo, questo non andrà a nostro favore. La nostra presentazione è troppo lunga? Probabilmente non abbiamo calcolato bene i tempi.

Cosa fare: adattiamo la presentazione in modo che si attenga precisamente il tempo assegnato. Se siamo in ritardo, impegniamoci a comunicare tutti i concetti chiave mancanti, suggerendo approfondimenti successivi.

3. Scorrere le slide velocemente

La cattiva abitudine: “Mi rimangono 15 minuti e ho illustrato solo 20 delle mie 58 slide di PowerPoint, cercherò di andare un po’ più veloce…”

Perché è un errore: questo di solito accade quando le slide iniziali innescano una discussione con il pubblico, oppure i concetti potevano essere sintetizzati in meno diapositive.

Cosa fare: possiamo comunicare al nostro pubblico che ci sarà tempo per una Q&A session al termine della nostra presentazione o ridurre il numero di slide inserendo al loro interno solo gli elementi realmente necessari, creando supporti visivi agili, semplici e impattanti.

4. Leggere le diapositive

La cattiva abitudine: le slide riflettono il nostro pensiero su un argomento, quindi leggere le diapositive ad alta voce al pubblico, non ci aiuterà ad acquisire credibilità e padronanza.

Perché è un errore: il pubblico penserà che non siamo preparati dal momento che stiamo leggendo tutto e inoltre potrebbe aggiungere “Ma perché mi hai invitato qui ad ascoltarti, se stai leggendo? Sono capace anch’io di leggere!”.

Cosa fare invece: È vero che un buon supporto aiuterà lo speaker a ricordare i vari punti, ma un supporto deve essere pensato per aiutare innanzitutto l’audience! Usiamo le slide come indicazioni visive per i punti che stiamo affrontando, o una versione scritta o un riepilogo di quei punti.

5. Dare le spalle al pubblico

La cattiva abitudine: l’ansia può giocare brutti scherzi e continuare a voltarsi per leggere le slide o fissare gli appunti, sono proprio alcuni di questi.

Perché è un errore: Risulteremo poco cortesi agli occhi dell’audience e insicuri.

Cosa fare invece: Quando si parla a un’audience utilizzando supporti visivi bisogna assolutamente evitare di rimanere orientati la maggior parte del tempo verso il supporto. Un colpo d’occhio al supporto per uno spunto e poi contatto visivo sull’audience. Anche per questo motivo risulta fondamentale, come abbiamo detto in precedenza, creare supporti visivi agili, semplici ed impattanti, così che lo stesso speaker possa facilmente recuperare il punto saliente e illustrarlo.

6. Parlare troppo velocemente

La cattiva abitudine: abbiamo molto materiale da coprire, quindi parliamo velocemente per riuscire a dire tutto.

Perché è un errore: se abbiamo bisogno di parlare velocemente, la nostra presentazione è troppo lunga. Inoltre, ci farà apparire nervosi e non a nostro agio.

Cosa fare invece: ridurre la presentazione in modo che non sia necessario parlare velocemente. Se parliamo velocemente perché siamo nervosi, potremmo scrivere “RALLENTA!” su ogni pagina dei nostri appunti, come memo.

7. Agitarsi

La cattiva abitudine: continuiamo a giocherellare con i nostri documenti, a toccare i nostri gioielli, una penna, i capelli ecc.

Perché è un errore: tutto ciò che distrae il pubblico dal nostro messaggio renderà il messaggio meno efficace.

Cosa fare invece: mentre proviamo la presentazione, guardiamoci allo specchio, controllando la nostra postura e i gesti. Vedremo scomparire in un batter d’occhio tutti i nostri tic.

Scopri i nostri corsi di public speaking per superare la paura di parlare in pubblico e per rendere le tue presentazioni uniche e accattivanti!

Quali sono gli errori che possiamo commettere durante una presentazione in pubblico?

Molto spesso, senza nemmeno rendercene conto, quando ci troviamo a parlare di fronte a un cliente, o durante un meeting o a un colloquio inciampiamo in alcune cattive abitudini molto comuni che possono far fallire anche le nostre migliori presentazioni.

Ecco quali sono e come possiamo evitarle:

1. Cominciare con delle scuse

La cattiva abitudine: siamo in ritardo o la nostra attrezzatura non funziona bene o non abbiamo con noi i nostri materiali o strumenti. Inevitabilmente, ci troviamo a chiedere scusa in anticipo per come tutto ciò potrà influenzare la nostra presentazione.

Perché è un errore: le scuse danno un tono negativo che può influire sull’intero incontro e ci rendono insicuri agli occhi altrui. Nessuno vuole fare affari con una persona poco sicura.

Cosa fare: iniziamo la nostra presentazione online o in presenza con una nota ottimista, come se tutto sia perfetto. Comunicheremo sicurezza e sembreremo a nostro agio anche sotto pressione.

2. Chiedere tempo supplementare

La cattiva abitudine: sentiamo di non avere tempo sufficiente per definire tutte le informazioni importanti, quindi richiediamo tempo extra per terminare la nostra presentazione.

Perché è un errore: se il tempo non è abbastanza perché abbiamo iniziato in ritardo, questo non andrà a nostro favore. La nostra presentazione è troppo lunga? Probabilmente non abbiamo calcolato bene i tempi.

Cosa fare: adattiamo la presentazione in modo che si attenga precisamente il tempo assegnato. Se siamo in ritardo, impegniamoci a comunicare tutti i concetti chiave mancanti, suggerendo approfondimenti successivi.

3. Scorrere le slide velocemente

La cattiva abitudine: “Mi rimangono 15 minuti e ho illustrato solo 20 delle mie 58 slide di PowerPoint, cercherò di andare un po’ più veloce…”

Perché è un errore: questo di solito accade quando le slide iniziali innescano una discussione con il pubblico, oppure i concetti potevano essere sintetizzati in meno diapositive.

Cosa fare: possiamo comunicare al nostro pubblico che ci sarà tempo per una Q&A session al termine della nostra presentazione o ridurre il numero di slide inserendo al loro interno solo gli elementi realmente necessari, creando supporti visivi agili, semplici e impattanti.

4. Leggere le diapositive

La cattiva abitudine: le slide riflettono il nostro pensiero su un argomento, quindi leggere le diapositive ad alta voce al pubblico, non ci aiuterà ad acquisire credibilità e padronanza.

Perché è un errore: il pubblico penserà che non siamo preparati dal momento che stiamo leggendo tutto e inoltre potrebbe aggiungere “Ma perché mi hai invitato qui ad ascoltarti, se stai leggendo? Sono capace anch’io di leggere!”.

Cosa fare invece: È vero che un buon supporto aiuterà lo speaker a ricordare i vari punti, ma un supporto deve essere pensato per aiutare innanzitutto l’audience! Usiamo le slide come indicazioni visive per i punti che stiamo affrontando, o una versione scritta o un riepilogo di quei punti.

5. Dare le spalle al pubblico

La cattiva abitudine: l’ansia può giocare brutti scherzi e continuare a voltarsi per leggere le slide o fissare gli appunti, sono proprio alcuni di questi.

Perché è un errore: Risulteremo poco cortesi agli occhi dell’audience e insicuri.

Cosa fare invece: Quando si parla a un’audience utilizzando supporti visivi bisogna assolutamente evitare di rimanere orientati la maggior parte del tempo verso il supporto. Un colpo d’occhio al supporto per uno spunto e poi contatto visivo sull’audience. Anche per questo motivo risulta fondamentale, come abbiamo detto in precedenza, creare supporti visivi agili, semplici ed impattanti, così che lo stesso speaker possa facilmente recuperare il punto saliente e illustrarlo.

6. Parlare troppo velocemente

La cattiva abitudine: abbiamo molto materiale da coprire, quindi parliamo velocemente per riuscire a dire tutto.

Perché è un errore: se abbiamo bisogno di parlare velocemente, la nostra presentazione è troppo lunga. Inoltre, ci farà apparire nervosi e non a nostro agio.

Cosa fare invece: ridurre la presentazione in modo che non sia necessario parlare velocemente. Se parliamo velocemente perché siamo nervosi, potremmo scrivere “RALLENTA!” su ogni pagina dei nostri appunti, come memo.

7. Agitarsi

La cattiva abitudine: continuiamo a giocherellare con i nostri documenti, a toccare i nostri gioielli, una penna, i capelli ecc.

Perché è un errore: tutto ciò che distrae il pubblico dal nostro messaggio renderà il messaggio meno efficace.

Cosa fare invece: mentre proviamo la presentazione, guardiamoci allo specchio, controllando la nostra postura e i gesti. Vedremo scomparire in un batter d’occhio tutti i nostri tic.

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