Gestione dei Conflitti: come mantenere il controllo emotivo

Conflitti azienda

A chi non è mai capitato di entrare in conflitto con qualcuno? Le incomprensioni possono essere all’ordine del giorno, poco importa se alla base ci sono motivi futili o questioni di valore. Il risultato non cambia: l’istinto, specie se sotto stress, finisce per prendere il sopravvento.

Le forti emozioni sono sia la causa che il risultato del conflitto. Una situazione conflittuale può far nascere nelle persone una serie di sentimenti che molto spesso assumono un’accezione negativa, come la paura e la sfiducia. E inconsciamente, tutte queste sensazioni nascondono la vera questione della quale si sta discutendo.

Le emozioni, infatti, sono irrazionali e devono quindi essere incanalate per risolvere il conflitto in modo armonioso.

Per controllare gli stati emotivi, il primo passo è imparare a conoscerle e a gestirle in modo sano e costruttivo. Il conflitto è fisiologico e non va necessariamente evitato, ma piuttosto riconosciuto e guidato. Scaturisce generalmente da un evento, magari una frase detta o ascoltata, cui segue un’interpretazione spesso e volentieri errata, influenzata dal nostro vissuto personale.

All’innescarsi del conflitto, l’atteggiamento nei confronti del nostro interlocutore cambierà e potrebbe determinare a lungo termine un effetto sull’intera relazione.

Evitiamo i conflitti con diplomazia

Ecco alcune azioni positive finalizzate alla conquista e al mantenimento del controllo emotivo, così da non cedere ad altri sentimenti negativi:

  1. Chiamiamo l’emozione con il suo vero nome

    Se sentiamo affiorare il disappunto, fermiamoci a riflettere su quale emozione negativa stiamo provando realmente. In caso di conflitto impariamo ad attenerci ai fatti, agendo in maniera diplomatica, evitando di attaccare il nostro interlocutore e controllando la nostra reazione emotiva.

  2. Siamo imparziali

    Le azioni positive servono a incanalare la frustrazione e le problematiche nel modo giusto. Condividiamo i nostri sentimenti e pensieri in modo cauto, soprattutto se differenti da quelli esternati dagli altri.

  3. Esprimiamo i nostri pensieri in modo chiaro e diretto

    Comunichiamo in modo onesto e diretto. Utilizziamo metafore per descrivere e far comprendere all’altra persona ciò che stiamo provando e impegniamoci a trovare un compromesso, negoziando una soluzione a potenziali conflitti.

  4. Non incolpiamo né attacchiamo l’altra persona

    Non c’è ragione di trasformare una divergenza di opinioni in un attacco. Parliamo in prima persona e impariamo a vedere le cose dal punto di vista del nostro interlocutore mantenendo la nostra mente aperta.

  5. Teniamo a mente: non sono gli altri a scatenare i nostri sentimenti

    È importante essere diretti e chiari nell’esprimere le nostre opinioni, ma teniamo a mente che il comportamento degli altri può influire sui nostri sentimenti, non è l’altra persona a scatenarli direttamente. Appelliamoci al principio 1 di Dale Carnegie “Non criticare, non condannare, non lamentarti” e impegniamoci a trasformare un conflitto in un’occasione di crescita.

Queste piccole azioni aiuteranno ad incanalare gli aspetti emotivi insiti in situazioni conflittuali e ad appianare la divergenza di vedute in modo professionale e senza stress negativo. Come diceva Dale Carnegie: Quando avete a che fare con le persone, ricordate che queste sono creature mosse non della logica, bensì delle emozioni”.

 

Se desideri controllare le tue emozioni e imparare a gestire i conflitti, contattaci!

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A chi non è mai capitato di entrare in conflitto con qualcuno? Le incomprensioni possono essere all’ordine del giorno, poco importa se alla base ci sono motivi futili o questioni di valore. Il risultato non cambia: l’istinto, specie se sotto stress, finisce per prendere il sopravvento.

Le forti emozioni sono sia la causa che il risultato del conflitto. Una situazione conflittuale può far nascere nelle persone una serie di sentimenti che molto spesso assumono un’accezione negativa, come la paura e la sfiducia. E inconsciamente, tutte queste sensazioni nascondono la vera questione della quale si sta discutendo.

Le emozioni, infatti, sono irrazionali e devono quindi essere incanalate per risolvere il conflitto in modo armonioso.

Per controllare gli stati emotivi, il primo passo è imparare a conoscerle e a gestirle in modo sano e costruttivo. Il conflitto è fisiologico e non va necessariamente evitato, ma piuttosto riconosciuto e guidato. Scaturisce generalmente da un evento, magari una frase detta o ascoltata, cui segue un’interpretazione spesso e volentieri errata, influenzata dal nostro vissuto personale.

All’innescarsi del conflitto, l’atteggiamento nei confronti del nostro interlocutore cambierà e potrebbe determinare a lungo termine un effetto sull’intera relazione.

Evitiamo i conflitti con diplomazia

Ecco alcune azioni positive finalizzate alla conquista e al mantenimento del controllo emotivo, così da non cedere ad altri sentimenti negativi:

  1. Chiamiamo l’emozione con il suo vero nome

    Se sentiamo affiorare il disappunto, fermiamoci a riflettere su quale emozione negativa stiamo provando realmente. In caso di conflitto impariamo ad attenerci ai fatti, agendo in maniera diplomatica, evitando di attaccare il nostro interlocutore e controllando la nostra reazione emotiva.

  2. Siamo imparziali

    Le azioni positive servono a incanalare la frustrazione e le problematiche nel modo giusto. Condividiamo i nostri sentimenti e pensieri in modo cauto, soprattutto se differenti da quelli esternati dagli altri.

  3. Esprimiamo i nostri pensieri in modo chiaro e diretto

    Comunichiamo in modo onesto e diretto. Utilizziamo metafore per descrivere e far comprendere all’altra persona ciò che stiamo provando e impegniamoci a trovare un compromesso, negoziando una soluzione a potenziali conflitti.

  4. Non incolpiamo né attacchiamo l’altra persona

    Non c’è ragione di trasformare una divergenza di opinioni in un attacco. Parliamo in prima persona e impariamo a vedere le cose dal punto di vista del nostro interlocutore mantenendo la nostra mente aperta.

  5. Teniamo a mente: non sono gli altri a scatenare i nostri sentimenti

    È importante essere diretti e chiari nell’esprimere le nostre opinioni, ma teniamo a mente che il comportamento degli altri può influire sui nostri sentimenti, non è l’altra persona a scatenarli direttamente. Appelliamoci al principio 1 di Dale Carnegie “Non criticare, non condannare, non lamentarti” e impegniamoci a trasformare un conflitto in un’occasione di crescita.

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